:TESTO:Davvero, direi che non mi interessa.
E' un tempo questo che scorre troppo in fretta, quando non dovrebbe, e poi gira e rigira su se stesso nelle ore che non passano mai.
Un lento e costante sopportare il ticchettio degli orologi in perenne ritardo, aspettando l'arrivo del giorno di festa.
La vita stessa è come una lunga settimana, e resta solo da definire in cosa consista, il giorno di festa, in questa vita.
A suo modo arriverà, cogliendoci svegli oppure dormienti, o più semplicemente distratti da mille futili passatempi che di senso invece ne hanno poco.
Arriva il sonno e mi coglie impreparato.
Ho visto passare mille treni, li ho fatti ripartire senza di me perchè non volevo spegnere la sigaretta che fumavo in loro attesa.
Ora ne vedo arrivare un altro, i binari fremono.
E' tempo che mi accenda una sigaretta.
:ENDTESTO:
Avevo 16 anni ed avevo una sensazione.
Provavo ad immaginarmi a 30 anni, ed avevo un timore.
Il timore di ritrovarmi qui, in notti come questa a scrivere di questi pensieri.
E nemmeno ho capito, l'istante in cui quel timore si è trasformato in realtà.
E successo, forse mentre dormivo, forse un mattino mi sono svegliato ed il passaggio era avvenuto.
Non più timore, non più sensazione, ma realtà.
Qualcuno le chiama profezie che si auto avverano, e chissà se vi è un fondamento di verità.
Avevo sette talenti in tasca, quella stessa tasca in cui si accumulano sorrisi e poesie poco ispirate.
Due talenti li ho scambiati con un bel vestito, giacca nera e stivali neri.
Con il terzo talento ho pagato un po' di birre giù al bar ed una stecca di sigarette, di quelle buone.
Il quarto e il quinto mi sono bastati per un bel viaggio, ed era calmo il mare.
Il sesto talento l'ho perso alla macchinetta mangiasoldi.
Distrattamente, ed il gioco è durato poco.
Avrei potuto comprare dei fiori per qualche ragazza; ma ci ho pensato dopo.
Il settimo talento lo tengo in mano, lo lancio in aria e lo faccio roteare.
Forse è ancora buono per qualcosa.
Questo luogo è un isola, un eremo dimenticato in mezzo agli oceani.
Qui si giunge e si posa la maschera, e tra queste righe rimangono incatenati i demoni e le debolezze.
Poi si raccoglie la maschera, e si torna nel mondo reale, liberi dai demoni, e dalle debolezze.
Fino al prossimo viaggio.